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De-giovanimento in Italia: il futuro dipende da immigrazione e formazione


L’Italia che invecchia: il vero problema è il “de-giovanimento”, non la longevità. L’immigrazione e la formazione sono essenziali per il futuro dell’Italia.


Negli ultimi anni si parla molto dell’invecchiamento della popolazione italiana, ma il vero problema — come rilevato dall’ultimo report della Fondazione Leone Moressa — è un altro: il de-giovanimento.
Questo termine indica la riduzione progressiva delle nuove generazioni, un fenomeno che porta a meno lavoratori, meno genitori e un Paese meno dinamico.


Una popolazione in calo: i dati preoccupanti


Secondo le proiezioni di Eurostat, senza migrazioni l’Italia perderebbe circa 9 milioni di abitanti entro il 2050.
Ancora più allarmante, entro il 2100 la popolazione si dimezzerebbe, con conseguenze drammatiche per il sistema economico: calo del PIL, squilibri nel mercato del lavoro e maggiore pressione sul sistema pensionistico.


Immigrazione: una risorsa per il Paese


La Fondazione Leone Moressa, promossa dalla CGIA di Mestre, evidenzia come l’immigrazione sia ormai un fattore determinante per la sostenibilità demografica ed economica dell’Italia.
I lavoratori stranieri coprono ruoli chiave nei settori della cura, dell’artigianato e dei servizi, garantendo la continuità di molte attività e contribuendo alla crescita del PIL.


Formazione e integrazione: il motore della crescita

Per favorire una reale integrazione e un inserimento efficace nel mondo del lavoro, la formazione professionale rappresenta la chiave del successo.
L’Istituto Elvetico offre percorsi studiati per fornire competenze concrete e spendibili in diversi settori, aiutando studenti e lavoratori a cominciare subito una nuova carriera.

👉 Seguire un corso dell’Istituto Elvetico significa investire su se stessi, migliorare le proprie competenze e partecipare attivamente alla crescita del Paese.